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La storia

IL 1977 IL PRINCIPIO

L’attività di progettazione comincia nel 1977 quando l’architetto Alberto Marzetti inizia prima come geometra e poi nel 1980, dopo essersi laureato alla facoltà di architettura di Milano e aver superato l’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione nello stesso anno, apre lo studio a Gorlago in piazza “Vecchia” in un piccolo locale posto al piano terra, progettando una residenza unifamiliare per per un cittadino di Gorlago. Ogni lavoro era realizzato tutto a mano, utilizzando quella che ormai è una tecnica abbandonata: si disegnava a matita su fogli lucidi e poi si ripassava il tutto con china, i pennini chiamati rapidi, su apposi tavoli inclinabili, i tecnigrafi che grazie a squadre con meccanismi meccanici consentivano alle righe di essere parallele o perfettamente perpendicolari tra loro.

I disegni venivano riprodotti in copia con macchine eliografiche che funzionavano ad ammoniaca e carta chimica fotosensibile; i pochi documenti che servivano ad istruire la pratica erano scritti a mano o battuti a macchina e la prima fotocopiatrice era con la carta a rullo chimica.

Lo studio era all’inizio un laboratorio dove i sentori di carta e inchiostro si mescolavano con l’odore degli ingranaggi meccanici della macchina da scrivere e del tecnigrafo.

Con l’espansione dell’attività e l’acquisizione di nuove macchine proprie l’attività si trasferisce nella sede in via Sibellini al n°6, un appartamento in centro, riconvertito a ufficio. Nel corso degli anni gli arredi originali in legno sono stati via via sostituiti da archivi e scrivanie atte a ospitare le nuove attrezzature: fotocopiatrici moderne , macchine da scrivere elettriche e nuovi tecnigrafi si aggiungevano al primo.

IL MAC IL PRIMO COMPUTER

Il primo cambiamento simbolico avviene nel 1989 quando viene comprato il primo computer. Una scelta diversa da tutti gli altri, controcorrente, ma che si rivelò innovativa era un computer della Apple un Mac e precisamente un Macintosch II, un investimento da quasi 20 milioni delle vecchie Lire, dotato di quello che all’epoca era una vera novità, un mouse e un’interfaccia grafica basata non su

righe di testo ma sulla riproduzione di una scrivania dove cliccando semplicemente con il mouse sopra le icone si aprivano i vari file e si lanciavano i programmi. Corredato di un monitor da 13 pollici, una stampante ad aghi, un lettore floppy da 800k, solo 1 MB di RAM e 20 MB di hard disk con una grafica futuristica per quel tempo e una semplicità d’uso intuitiva era in grado di fare cose

impensabili rispetto a un PC tradizionale. Il connubio con Apple non si sarebbe mai più sciolto

LO STUDIO ASSOCIATO

L’attività si svolge con l’aiuto di vari collaboratori esterni sino al 1994 quando entra in studio il primo figlio prima come geometra e poi, dopo il conseguimento della laurea in ingegneria civile sezione edile nel 1997 e il passaggio all’esame di stato nel 1998, come ingegnere strutturista. La carta intestata dal 1998 riporta il nome dell’ingegnere Livio Marzetti accanto a quello dell’architetto Alberto.

Ma è solo nel 1999 che nasce ufficialmente lo studio associato, si chiude una fase e nasce il nuovo logo dello studio bianco e blu, una nuova partita IVA, inizia la fase “MARZETTI studio tecnico associato” e si amplia la progettazione agli aspetti strutturali, i cementi armati che sino ad ora erano realizzati da collaboratori esterni.

LA PROGETTAZIONE 3D

Con l’ingresso dell’ingegnere Livio anche l’uso degli strumenti informatici incrementa e nel 1994 viene introdotta la progettazione architettonica al CAD e anche qui fu fatta una scelta controcorrente, invece dei tradizionali soft 2D tipo autocad fu scelto Archicad,

all’epoca si chiamava ancora “Radar ch”, un programma a “sviluppo verticale” come si diceva, che lavorava già in 3D. In contemporanea arriva il secondo computer un power mac 7100 con uno schermo da 17 pollici e il primo plotter a penna.

Per la prima volta i clienti dello studio possono vedere il proprio progetto attraverso una gran quantità di immagini, prospettive a linee da diverse angolazioni e si potevano vedere i primi rendering con colori e ombre, già

perchè gli algoritmi di calcolo dei programmi non prevedevano l’uso

della tecnologia delle texture odierne per simulare i materiali e certamente oggi sarebbero considerati grezzi, ma erano una novità perchè si poteva vedere in anteprima cosa si sarebbe realizzato anche se i tempi di creazione delle immagini oscillavano inizialmente tra i 60 e 90 minuti ciascuna

LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

L’attività continua, i progetti di architettura si affiancano ai progetti strutturali ed anche il contesto normativo e la professione si evolvono, si complicano e la professione richiede sempre un maggior livello di precisione e dettaglio.

Contemporaneamente anche l’ultimo figlio dell’architetto inizia a lavorare in studio nel 1999 prima come geometra mentre frequenta il politecnico e poi, dopo essersi laureato con il massimo alla facoltà di architettura di Milano nel 2003 e aver passato l’esame di stato 2004 entra a far parte ufficialmente dello studio associato. Viene aggiornato il logo: alle lettere A ed L si sostituiscono la F e la L che incastrandosi tra loro evocano la A iniziale e compare in sequenza anche il nome dell’architetto Flavio Marzetti.

I Mac originari vengono sostituiti dai famosi G3 colorati introdotti da Steve Jobs con il suo rientro in Apple (un imac lime e un power G3 indigo con uno schermo da 21 pollici) e lo studio realizza progetti sempre più dettagliati. Si sviluppa un nuovo approccio alla progettazione integrato su tre livelli , preliminare, definitivo, ed esecutivo con l’integrazione della progettazione degli impianti, lo sviluppo delle stratigrafie dei materiali associate allo studio del comportamento termico ed ai costi. Il progetto diventa una banca dati virtuale completo dei sistemi di costruzione.

Lo studio vuole rimanere all’avanguardia e continua ad investire sull’uso di computer, attrezzature e software in contemporanea i suoi soci seguono corsi di aggiornamento e specializzazione in vari settori. Il progresso corre veloce arrivano plotter a getto d’inchiostro, stampanti laser colorate, il new imac G4 a schermo piatto e mac G5 in metallo anche lui con schermo piatto da 20 pollici.

Il progetto tridimensionale si trasforma da semplice presentazione finale a cuore del progetto per consentire ai clienti di scegliere e vedere ciò che vogliono e al progettista di verificare ogni parte.

Anche la progettazione strutturale grazie all’ingegnere compie notevoli progressi e mantenendosi all’avanguardia lo studio è tra i primi ad applicare la normativa antisismica spontaneamente anticipando gli obblighi di legge e la struttura diventa un modello dinamico che simula il comportamento della stessa in caso di sisma mostrandone gli spostamenti le deformazioni e le oscillazioni

Nuove frontiere

Nel 2009 lo studio decide che anche la sede deve seguire i processi di innovazione guidati dai propri principi e l’architetto Flavio realizza un progetto di restiling degli interni in due fasi anche al fine di migliore il confort dei suoi utenti e l’efficienza energetica. La prima fase che mirava all’efficienza energetica e al confort termico interno è stata portata a termine dando dando anche nuovi colori e finiture mentre la seconda è attualmente in progetto.

Ad oggi lo studio e i suoi tre soci tuttora in attività si occupano sinergicamente di ogni progetto ciascuno per le specializzazioni acquisite e sono pronti ad accogliere le nuove sfide che si presenterannorestando sempre al passo con la velocità con cui il progresso avanza

La filosofia e la nuova frontiera che lo studio sta già ora sviluppando è che il progetto diventi un viaggio virtuale dentro l’edificio, esplorabile anche dai propri utenti da casa.

Flavio Marzetti – aprile 2012

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